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2020, ora le startup fanno la differenza (anche in Italia).

Il 2020 è l’anno in cui le startup hanno segnato la differenza tra Paesi con alto potenziale di sviluppo e Paesi ancora in corsa per la trasformazione digitale. Possiamo dirci soddisfatti, quindi, di aver visto in Italia un ecosistema vivace e dinamico, che ha dato prova di estrema vitalità e che ha espresso delle potenzialità inimmaginabili fino a qualche anno fa.

InnovUp è nata nel pieno di una fase molto travagliata, in cui società e tecnologia hanno dovuto far fronte comune, come più volte accaduto nella Storia, in una battaglia per la loro stessa sopravvivenza. Battaglia di cui, in questi giorni, intravediamo la vittoria proprio grazie alla capacità di innovare, di cambiare, di trasformare tutti gli aspetti organizzativi e produttivi dei processi economici, sociali, sanitari ed infrastrutturali.

La nuova Associazione è il frutto della fusione tra Italia Startup e APSTI che sono state capaci di unire tradizioni, strutture, patrimoni e comunità, scavalcando il recinto dei campanilismi – tipico vizio italico – e, come per un alpinista all’imbocco della salita, puntando con convinzione alla cima, ancora lontana da conquistare. Tutto questo è stato possibile anche grazie ad un portfolio di partner e fornitori che con lungimiranza, ormai da molti anni, collaborano allo sviluppo della vita associativa negli aspetti più pratici.

Ne è così nata una realtà che ha l’obiettivo di rappresentare la filiera italiana dell’innovazione, in Italia e all’estero, con grande attenzione alle giovani imprese dalla fase del primo sviluppo (all’interno di università, centri di ricerca, parchi scientifici, centri di innovazione) a quelle di crescita e consolidamento (tramite round di finanziamento, exit o quotazione in Borsa). La fusione, quindi, deve essere interpretata proprio quale occasione per aumentare la massa critica, fare sintesi delle istanze di soggetti diversi ma sinergicamente complementari, migliorare le relazioni con gli interlocutori chiave, pubblici e privati, essere portatori di istanze di sistema ed allo stesso tempo attori dei processi di miglioramento e cambiamento.

Per raggiungere tale risultato abbiamo lavorato, sin dall’inizio, per tessere una rete di contatti con le Istituzioni che sovrintendono alle singole fasi del processo di innovazione: CDP Venture Capital, EneaTech, Invitalia, ITA-ICE, MEF, MID, MISE, Borsa Italiana e, dopo i primi mesi, non possiamo che registrare, con estrema soddisfazione, il particolare dinamismo che sta contraddistinguendo tutte le iniziative messe in campo da questi attori dell’ecosistema.

Inoltre, alla luce del susseguirsi delle norme e dei decreti volti a prevedere le misure economiche e sociali atte ad affrontare le diverse fasi pandemiche, abbiamo garantito un costante presidio delle fasi di formulazione di tali interventi al fine di portare sempre all’attenzione del legislatore l’importanza di introdurre, nei testi, elementi favorevoli allo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione. Infatti, insieme a AIFI, PNI Cube, Roma Startup, Assonfintech, Endeavor, IBAN, Italia4Blockchain, Netval, Startup Turismo abbiamo presentato, pubblicamente e nelle sedi istituzionali, proposte concrete e pratiche per il miglioramento e l’evoluzione delle varie normative che hanno trovato il loro compimento nell’Art. 38 del cd. Decreto Rilancio avente ad oggetto: il “Rafforzamento dell’ecosistema delle start-up innovative”. Ugualmente, l’Associazione ha fatto sue e sottoscritto le proposte dei partner europei e internazionali cui aderisce: ESN (European Startup Network), IASP (International Association of Science and Technology Parks), WAINOVA (World Alliance for Innovation).

A riprova dello sguardo internazionale di InnovUp, sono state rinsaldate le relazioni con i nuovi poli dello sviluppo tecnologico mondiale e attivate nuove partnership con gli ecosistemi di Brasile, Singapore, Cina e Paesi Arabi. Infine, ma non meno importante, è la partecipazione di InnovUp nel consorzio per l’attuazione dell’iniziativa INVEST, promossa dall’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID), volta a supportare le aziende Italiane impegnate in soluzioni per contrastare il Covid-19; come le 150 startup che abbiamo mappato a marzo, che forniscono soluzioni e servizi utili a gestire l’emergenza. Queste ultime sono solo una parte delle imprese innovative che da mesi stanno rispondendo a necessità di ogni tipo, per lo più inedite: dall’educazione a distanza alla farmaceutica, dalla spesa online alle tecnologie mediche, dall’organizzazione del telelavoro e dello smart-working alla gestione digitale dell’impresa, mostrando la capacità di adattamento e resilienza dei business innovativi anche davanti alle sfide ed alle situazioni più difficili.

Tale risultato è stato evidenziato anche dall’Osservatorio Startup Hi-tech del Politecnico di Milano che, in un focus ad hoc sulla risposta dell’ecosistema dell’innovazione al COVID-19, ha rilevato come oltre il 30% delle startup abbiano “pivotato” il proprio modello di business, per rispondere efficacemente alla fase di emergenza, il 46% abbia ottenuto nuovi clienti e il 44% abbia accelerato lo sviluppo dei propri prodotti/servizi.

Tuttavia, gli Osservatori di cui siamo promotori (Osservatorio sull’Open Innovation e il Corporate Venture Capital italiano, Osservatorio Startup Hi-tech, Report sull’impatto degli incubatori in Italia e in Europa) e i Premi e gli Eventi di cui siamo partner (SIOS, SMAU, Premio Demattè, Premio Gammadonna, Premio Marzotto, Premio PNI, ReAgriTech, ReCitizen, ReHealth, Festival del Futuro, ecc.,) pongono di fronte a tutti noi una scomoda verità: da una parte la grande capacità italiana di inventare impresa, dall’altra lo scoglio, ugualmente tutto italiano, di promuoverla e svilupparla adeguatamente.

Infatti, sempre secondo l’Osservatorio Startup Hi-tech, l’ecosistema startup hi-tech italiano regge l’urto della crisi e raccoglie 683 milioni di euro nel 2020 (-2% rispetto a 12 mesi fa) ma risulta ancora  molto sotto-finanziato rispetto a quello dei principali competitors: 1/10 della Francia, 1/9 della Germania e 2/5 della Spagna, con una riduzione significativa dei finanziamenti internazionali – passando da oltre 231 milioni di euro del 2019 ai poco più di 148 milioni del 2020 (-36%) – che, invece, sono il vero termometro dell’attrattività di un ecosistema.

Allo stesso tempo, per l’Osservatorio sull’Open Innovation e il Corporate Venture Capital italiano il CVC (1,77 miliardi di euro) è la principale fonte di investimento nell’ecosistema delle Startup e PMI innovative italiane. Il numero delle quote dei soci Corporate che hanno investito in startup innovative è aumentato dell’83,7% tra settembre 2018 e settembre 2020, da 7.653 a 14.055 unità. A queste si aggiungono 5.900 quote in PMI innovative di cui 1.941 partecipazioni dirette. Dalla fondazione del registro dedicato alle startup e PMI innovative, sia gli operatori Corporate (1,77 miliardi di euro) – cioè le imprese mature del sistema industriale italiano e internazionale – che quelli Family&Friends (1,28 miliardi di euro) – ovvero persone fisiche e ditte individuali – contribuiscono a oltre il doppio degli investimenti provenienti dagli investitori specializzati (1,05 miliardi di euro), fondi di venture capital in primis.

Per superare questi limiti continuiamo ad operare con i soci e con i nostri partner al fine di dare continuità ad iniziative di supporto per la nascita e l’accelerazione delle startup e a collaborare con gli interlocutori pubblici per definire priorità e strumenti per la crescita e lo sviluppo dell’ecosistema senza, tuttavia, dimenticare i bisogni che caratterizzano il momento attuale e, quindi, lavorando per favorire lo sviluppo di soluzioni ai problemi derivanti dalla pandemia.

Infatti, come anticipato, attraverso il Database delle 150 “startup per l’emergenza / per il rilancio” e il Database delle “corporate per la solidarietà digitale” abbiamo dato visibilità alle aziende, grandi e piccole, impegnate concretamente sul campo della lotta al COVID-19. Inoltre, con il ciclo gratuito di webinar “Startup Academy – professionisti per l’emergenza”insieme ai nostri Studi Professionali, abbiamo accompagnato gli imprenditori nei nuovi contesti normativi che si sono via via creati e che incidono su tutti gli aspetti della vita d’impresa: della creazione alla gestione di un’azienda innovativa.

Oltre a questo, insieme ai Tavoli di lavoro di tutte le nostre cinque categorie associative (Startup Seed, Scaleup, Centri di Innovazione, Abilitatori, Corporate) abbiamo elaborato e pubblicato le “7 proposte per sostenere l’innovazione e la crescita”, che sono state la base di discussione per la formulazione delle “5 azioni urgenti per fare fronte alla crisi” presentate, per conto di tutte le principali Associazioni dell’ecosistema, al Governo e al Parlamento e sostenute anche dalla campagna video #innovazionechiamaitalia. Abbiamo, infine, promosso e diffuso attraverso i nostri canali le principali iniziative sorte spontaneamente durante tutto l’anno: Rinascita Digitale, Hack4Italy, [email protected], Hacking Covid, Aiutiamo la Scuola, la challenge #EUvsVirus e #MilanoCovidFree, nonchè la campagna per la diffusione dell’App Immuni.

Ma, ora, il nostro sguardo è proiettato verso il futuro e verso il 2021 che si prospetta essere un anno molto sfidante per tutti noi, ricco di opportunità che, solo chi saprà innovare e rinnovarsi saprà cogliere. In tal senso, anche InnovUp continuerà il suo percorso di rinnovamento con lo sviluppo di nuovi servizi – a partire da un supporto concreto sui bandi di finanziamento, sia attraverso una Newsletter dedicata che attraverso un vero e proprio sportello di consulenza – e nuovi progetti – come il percorso di webinar, formativi ed informativi, a cura delle corporate associate, in collaborazione con Invitalia ed Assolombarda, sulle migliori pratiche nazionali ed internazionali di Open Innovation e Corporate Venture Capital.

A questo, si affiancherà il costante presidio dell’attività delle Istituzioni affinché il particolare dinamismo sui temi dell’innovazione, che ha contraddistinto il 2020, non si arresti e le diverse iniziative avviate quest’anno possano dare i loro frutti e concretizzarsi con l’effettivo avvio dei diversi Fondi, e il conseguente aumento degli investimenti in tutte le fasi di sviluppo dell’innovazione – dal trasferimento tecnologico, alla fase di startup a quella di scaleup/PMI innovativa, sino alla exit -, e l’attuazione dei diversi Decreti Ministeriali volti a rendere operative le misure previste dall’Art.38 del cd. Decreto Rilancio. Misure, peraltro, che vanno costantemente manutenute e sviluppate introducendo nuove soluzioni normative volte a: defiscalizzare il capital gain per favorire le exit, potenziare gli incentivi fiscali sugli investimenti, ridurre il carico fiscale sui lavoratori impiegati in iniziative imprenditoriali innovative ed eliminare il minimale contributivo INPS per i soci delle stesse, migliorare i meccanismi di fruizione del credito d’imposta sulla ricerca e sviluppo, anche attraverso il rimborso diretto, ed applicare tale incentivo anche all’acquisto di startup da parte di Corporate, al fine di favorire i fenomeni di Open Innovation e Corporate Venture Capital.

Tutto quanto fatto e quanto vorremmo fare nasce dalla consapevolezza delle difficoltà che stiamo e state attraversando ma, anche, dalla certezza che attraverso il lavoro comune, la condivisione ed una visione di sviluppo e progresso comune possiamo, tutti assieme, uscire dalla situazione attuale e intraprendere un sentiero di vera crescita sia per l’ecosistema che per il Paese.

Crescita che deve essere sostenibile ed equa. Crescita che deve fare leva sui giovani e sulle idee che esprimono, che deve rispettare gli anziani e valorizzarli, che non teme e non soffoca le differenze e le diversità, che deve essere compatibile con l’ambiente e la natura che ci circonda, che deve essere ambiziosa e pragmatica, crescita che non deve basarsi sull’accumulo bensì sugli investimenti, crescita che deve puntare al cambiamento in meglio e non alla conservazione di posizioni pregresse o alla costruzione di nuovi privilegi fini a se stessi.

Perché supportare l’innovazione non ha una ragione d’essere astratta: è un atto etico e positivo.

[source: www.economyup.it]

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