“Una nuova primavera”

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06 Giu
“Una nuova primavera”

Hanno creato il primo incubatore della provincia di Pesaro e Urbino, luogo di incontro delle idee più brillanti del centro Italia.Enrico Battistelli e Alessandro Paolini amministratori di BP Cube di Fossombrone, giovanissimi, forniscono aiuto per sviluppare e implementare nuove idee imprenditoriali.

Enrico, 33 anni, nasce a Fossombrone, dopo la maturità tecnica e il diploma al Conservatorio di Musica Rossini di Pesaro in oboe, intraprende gli studi in Ingegneria Civile continuando le esperienze in diverse formazioni musicali e lavori part-time, nel 2006 si laurea con lode all’Università Politecnica delle Marche specializzandosi in strutture anti-sismiche e metodi di analisi post-elastiche. Come professionista collabora con diversi studi di progettazione fra Pesaro e Roma partecipando ai lavori del G8 nell’emergenza post-sismica all’Aquila. La passione per il recupero del patrimonio storico nazionale e quello delle murature storiche lo porta a diventare direttore tecnico e poi direttore generale di Icor Dorica Srl azienda leader nel restauro.

Alessandro, 30 anni, nasce a Urbino, dopo la maturità tecnica ottiene la laurea magistrale in Ingegneria Gestionale a Bologna con tesi sperimentale a massimo impegno sui Metodi di Project Management in Azienda. L’esperienza in diverse aziende locali sommata al rifiuto per stage in aziende blasonate lo porta a concepire la propria idea di Azienda e intraprendere una strada personale di crescita e lavoro. Partecipa al workshop europeo “Invest in you” fra Italia e Pola (Croazia) dove approfondisce diversi aspetti relativi all’imprenditorialità giovanile, poi ancora al workshop sul tema “La pianificazione finanziaria e i nuovi strumenti di misurazione del valore” e ancora quello sul tema “Controllo di gestione e valore aziendale”.

Le idee diventano chiare così da fondare, a inizio 2013, BP Cube il primo incubatore della provincia di Pesaro e Urbino. Da questa data gli impegni con giovani startupper, creativi e imprenditori diventano la missione principale con il sogno di posizionare BP Cube come luogo di incontro delle idee più “brillanti” del centro Italia.

Alessandro, cosa facevate prima di incontrarvi e quando avete deciso di unire le forze?

Il nostro legame è ormai datato e consolidato, infatti sono ormai quasi 15 anni che ci conosciamo e per un periodo di tre anni, durante gli studi universitari, abbiamo abitato insieme. Da questa esperienza abbiamo fortificato il nostro rapporto e condiviso tante esperienze, sportive, lavorative che ci hanno permesso di capire che potevamo essere davvero complementari e completarci a vicenda sia per le caratteristiche personali e relazionali che per quelle professionali. Dopo un’esperienza condivisa insieme è nata l’idea di riportare nel nostro territorio quello che Alessandro aveva visto e studiato in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia cercando di prendere da ciascuna di queste iniziative il buono e le best practices caratterizzanti ciascuna di esse. È così che da appassionati di tecnologia, innovazione e sviluppo decidiamo di fondare BP Cube società di consulenza per start-up e primo Incubatore di impresa della provincia di Pesaro. Il giorno della fondazione non è casuale e infatti nel 21 del mese di Marzo si costituisce per noi e per il territorio una “nuova” primavera.

Di cosa vi occupate?

BP Cube fornisce consulenza e le giuste competenze per aiutare a sviluppare e implementare nuove idee imprenditoriali in tutte le fasi del processo a neolaureati, neofiti, esperti e Aziende consolidate in ambito territoriale. L’Azienda ha come scopo quello di offrire un servizio per lo sviluppo e la diffusione dell’imprenditorialità e la creazione di nuove Startup oltre ad offrire consulenza per la gestione aziendale e operativa e per l’investimento di capitali.

Attraverso la creazione di un network con importanti professionisti, BP Cube mette a disposizione degli imprenditori competenze specialistiche e trasversali in tutte le aree aziendali (organizzazione e struttura organizzativa, finanza e controllo di gestione, logistica, acquisti, commerciale, legale, risorse umane, ICT).

BP Cube si pone verso chiunque voglia sviluppare un’idea imprenditoriale come interfaccia tra l’imprenditore stesso e tutti gli enti ed istituzioni interessati in questo processo, accompagnandolo nel percorso che porterà alla realizzazione della propria idea imprenditoriale, ponendo particolare attenzione nella ricerca di investitori e di capitali per finanziare l’idea di business. Tutte queste attività vengono svolte pensando sempre allo sviluppo del nostro territorio cercando di diffondere e fare emergere all’interno della comunità valori come l’imprenditorialità, la creatività e la condivisione delle esperienze e competenze.

Chi sono i giovani che si rivolgono a voi? Da dove provengono? Che idee hanno?

Da noi arrivano giovani e meno giovani tutti accomunati da una grande voglia di fare e di mettersi in gioco. Il periodo attuale spinge e incentiva chi non ha un lavoro o lo sta perdendo a crearsene uno proprio attraverso il quale realizzare i propri sogni e trasformare le proprie idee, capacità e competenze in una attività imprenditoriale. Quello che cerchiamo sono idee innovative, di processo o prodotto, non solo per la realizzazione di “cose” e servizi non ancora disponibili ma latenti ma anche modi nuovi e innovativi di vedere e approcciarsi verso vecchi mestieri e vecchi modi di fare impresa.

Come si riconosce una buona idea?

Una buona idea la riconosci subito. Quando te ne parlano e subito incominci a pensare e fare viaggi mentali per capire tutte le possibilità che ci potrebbero essere è un buon segnale… quando poi a tutte, o quasi, le domande che passano per la testa vengono date risposte precise e accurate allora capisci che può essere davvero una buona idea. Le buone idee si riconoscono soprattutto quando senti che ti emozionano e che pensi possano rendere una esperienza di acquisto o di utilizzo sensoriale ed emozionale.

Ci sono soldi per queste idee? Quali sono le aziende che sostengono le start-up?

I soldi per quanto se ne dica ci sono. Le possibilità per le start-up di accesso al credito presenti vanno dai finanziamenti pubblici e quindi bandi europei e a cascata quelli regionali agli investitori di privati, Business Angels, Venture Capitalist e incubatori.

Perché lo fanno? Chi non lo fa, quali resistenze mostra?

Le aziende e persone fisiche che investono in start-up lo fanno principalmente perché vedono in esse, nei giovani e nell’innovazione il futuro e alte possibilità di remunerazione (legata all’alto tasso di rischio). Poi perché vogliono essere partecipi e parte attiva di questo movimento che si sta creando di innovazione e cambiamento, non spettatori ma attivisti di questa terza rivoluzione industriale. Chi non lo fa principalmente non ha ancora capito la potenza e la forza che hanno le nuove tecnologie (digital and internet based) e come queste unite alle maestranze e alle forti competenze e capacità imprenditoriali presenti nel nostro territorio possono davvero risollevarci da questo momento di congiuntura. Forse non capiscono cosa fanno le app, cosa sono i siti e come si possa guadagnare senza vendere niente. Quello che per noi è fondamentale è unire tutte e due le cose portando queste freschezze dentro il tessuto imprenditoriale che ci circonda.

Qual è la parte più difficile del vostro lavoro?

La parte più difficile, come spesso capita anche la più bella, è capire come sviluppare le varie idee e trovare per ciascuna le giuste possibilità di finanziamento per poi vederle realizzate.

Si legge sempre più spesso che i giovani preferiscono il brivido del rischio di impresa che il posto fisso? Voi come commentate?

Fare impresa è sicuramente una cosa lodevole e un modo di mettersi in gioco e soprattutto consente di poter fare quello che realmente piace e si vuole fare. I nostri commenti non possono che essere figli delle nostre esperienze dove entrambi abbiamo rinunciato e rinunciamo quotidianamente a qualcosa, anche di importante, per inseguire il nostro sogno.

O che i giovani preferiscono fare impresa piuttosto che studiare all’università. Che consiglio potreste dare loro?

Il consiglio che ci sentiamo di fare è quello di inseguire sempre i propri sogni e le proprie idee sempre mantenendo occhio vigile sempre sulla formazione. L’Università è indubbiamente una fucina di idee ma soprattutto permette un’apertura mentale e una visione di insieme della vita e di ciò che ci circonda, che giudico incredibile. Alla fine quello che ci sentiamo di dire è che la differenza la faranno sempre di più le competenze e il fatto di riuscire a essere degli esperti in qualcosa. La formazione è fondamentale e non vorrei cadere nella banalità dicendo che non si finisce mai di imparare. Soprattutto se quello che piace e se il proprio campo è quello dell’innovazione. È sempre seguendo questo nostro credo che Alessandro partirà per un paio di mesi per andare in Portogallo per vedere e capire come si ragiona e si lavora in altre nazioni, conoscere nuove possibilità, creare nuove relazioni e possibilità oltre ad osservare le best practice per riportarle e implementarle nel nostro territorio e dare maggiore valore aggiunto a tutto quello che si fa.

Cosa vi piace e cosa non vi piace di questo territorio?

A dire il vero il territorio sta capendo quello che sta succedendo, anche se ancora si tende a non prendere sul serio e dare la giusta considerazione ai giovani preparati che si mettono in gioco e vogliono provare a cambiare quello che gli è stato lasciato in eredità dalle generazioni precedenti senza nascondersi passivamente dietro quello che gli è stato lasciato. Bisogna cercare di fare in modo di fare questo passaggio e permettere ai giovani di fare e provare dando loro la giusta assistenza e mettere a disposizione la propria esperienza e competenze ma senza ostacolarli. Se si crede in un’idea, questa va incentivata e cercare di svilupparla nell’immediato, non come spesso succede solo dopo aver visto i risultati. Nella nostra provincia stanno emergendo molti di questi giovani che hanno voglio di fare team, networking e condividere insieme un percorso e un processo che potrà portare ad un cambiamento reale e riscontrabile. Quello che chiediamo è fare in modo che vengano date le possibilità a questi ragazzi, di poter fare qualcosa di utile e bello per tutto il territorio.

Fonte:www.urbinoeilmontefeltro.eu

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